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Siamo arrivati alla quinta puntata della storia della moka.

Nella prima abbiamo visto gli albori del concetto di macchina da caffè a vapore, con il brevetto di Samuel Parker (https://italianbaristalab.com/la-moka-storia-miti-brevetti/)

Nella seconda abbiamo trattato dello sviluppo della macchina di Parker in quel di Vienna ad opera di August Reiss (https://italianbaristalab.com/la-moka-storia-miti-brevetti-pt-2/)

Nella terza abbiamo visto in dettaglio una Fontana a Vapore (https://italianbaristalab.com/la-moka-storia-miti-brevetti-pt-3/)

Nella quarta abbiamo confrontato vari tipi di fontane a vapore prodotte per oltre 60 anni (https://italianbaristalab.com/la-moka-storia-miti-brevetti-pt-4/ )

Oggi ci delizieremo ammirando una vera e propria perla : la Universal kaffee maschine Maldjne.

Nel 1889 questa particolare macchina da caffè, con numero di brevetto 45455, veniva pubblicizzata come una migliorìa di quanto prodotto fino a quel momento.

 

In effetti l’elegante macchina da caffè tedesca, probabilmente prodotta a Berlino, migliorava due aspetti delle fontane a vapore viennesi: contrastava l’eccessivo riscaldamento del caffè dopo l’estrazione andando a versare il caffè in un bricco a parte  e soprattutto l’autospegnimento del fornello ne garantiva un funzionamento più sicuro.

Quello dello spegnimento automatico della fiamma sarà uno delle ossessioni dei progettisti di fine 800, presumibilmente dettato da svariati incidenti occorsi in precedenza.

 

Possiamo ammirare l’estrema eleganza della macchina in generale, con manico in legno ispirato a quanto in voga da qualche decennio nella vicina Inghilterra. Qui la vediamo nella posizione post estrazione.

Quando tutta l’acqua transitava attraverso il caffè, il gruppo caldaia-filtro si inclinava per effetto del peso del beccuccio; tale movimento spegneva la fiamma del fornelletto.La base è in fusione in un metallo molto pesante; tutta la macchina è davvero estremamente robusta.

 

I disegni a rilievo ricordano lo stile l’art nouveau.

Notate il foro posto tra la parte porta bricco e quella porta fornello.

 

Sul lato frontale è applicato un robusto filo metallico conformato a “s” che si infila nel foro della base per mantenere l’insieme perfettamente stabile.

 

La conformazione del gruppo filtro è uguale a quella delle cugine viennesi.

 

I quattro filtri garantivano l’assoluta pulizia del caffè estratto, privo di trascinamenti poco graditi alle dame e nobildonne.Come in altre macchine da caffè e da thè dell’epoca il rubinetto o in questo caso il tubicino di tracimazione assumeva le forme più fantasiose, dal pesce al tritone o al serpente.

 

Ringraziamo Alberto e Nicole che gentilmente hanno fornito le immagini di questa macchina da caffè ( https://www.instagram.com/mamamoka.museum/?hl=it )

Autore : Lucio Del Piccolo

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